Visualizzazione post con etichetta origine. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta origine. Mostra tutti i post

mercoledì 28 dicembre 2016

Step 19 - Anatomia del colore "Ametista"

Rosso, arancione, giallo, verde, blu, violetto: i colori dell'arcobaleno, i colori più conosciuti al mondo. Sin da piccoli possono essere riconosciuti ed individuati, associati a qualsiasi cosa  esistente. Tuttavia, se mai si approfondisse questa materia, si scoprirebbe che nel mondo esistono innumerevoli sfaccettature di tali colori. Ed è lì che si trova il colore ametista, intento a lottare con il forte viola, restio a lasciargli la scena.
Ametista è un colore e una pietra.
La formula chimica della pietra è SiO2, due atomi di ossigeno legati ad uno di silicio. Trovandosi sotto la crosta terrestre questi atomi vengono sottoposti a sbalzi di temperatura e i loro picchi possono arrivare fino a 500°: ed è lì che, raffreddandosi repentinamente, l’ametista forma i suoi cristalli e produce quel colore straordinario.
Ametista esiste da quando è nata la terra, chissà se fosse conosciuta già dall'homo sapiens... Sappiamo però con certezza che era nota al mondo greco e romano, in cui fu  colore sacro al dio Bacco e nome di ninfa.

Da quel mondo antico ad oggi l’ametista, benché in pochi lo sappiano, accompagna la storia dell’umanità, passando nelle mani di pittori e scrittori, di Papi e regine, diventando oggetto e non solo pietra e colore. 
C’è chi dice che Ametista sia anche magica… forse è questo il segreto della sua sopravvivenza nel tempo e nello spazio.

giovedì 22 dicembre 2016

Step 23 - Ametista "selvaggia"

Divisa storica Fiorentina da "La maglia della Fiorentina"


In una partita disputata contro la Roma il 22 settembre 1929 la Fiorentina indossò per la prima volta la maglia viola con il giglio rosso. Si diceva che questo colore fosse il risultato di un lavaggio errato delle maglie originali (bianche e rosse) in un fiume. Probabilmente, invece, fu scelto da Luigi Ridolfi, appassionato del colore viola in cui vedeva il simbolo di Firenze. Dopo questo avvenimento il colore delle divise non fu mai più cambiato.

lunedì 21 novembre 2016

Step 17 - Brevetto "Amethyst in snow"

Il brevetto si riferisce al campione di una specifica tipologia di pianta appartenente alla famiglia delle "Centaurea plants", conosciuta in botanica come " Centaurea montana". La pianta è caratterizzata da un portamento eretto, da una fioritura libera e dal cromatismo del fiore bianco e ametista.
L' "Amethyst in snow", come si è detto, è stata selezionata all'interno di una popolazione di piante senza nome studiate nel 2002 nei Paesi Bassi. 
Il brevetto è stato registrato da Elisabeth Sahin il 22 maggio 2006.

lunedì 14 novembre 2016

Step 14 - La chimica dell'ametista

La formula chimica dell’ametista è SiO2 (biossido di silicio), la sua colorazione violacea è causata da impurità di ferro e di manganese. Si può trovare in natura anche in diverse sfumature di verde e giallo, a seconda dei trattamenti termici a cui è sottoposta o all’esposizione solare.

Inoltre, l’ametista cambia la sua colorazione anche se riscaldata a temperature tra i 400 °C e i 550 °C, passando quindi dal caratteristico colore viola al colore giallo del “citrino” oppure al raro quarzo verde. Il quarzo, se esposto alla luce solare, diventa sempre più chiaro, fino a perdere la sua colorazione originaria.

venerdì 4 novembre 2016

Step 11 - L'ametista nel documento


"Vi trovò scritti di ogni genere, un almanacco giornaliero che spaziava dal significato dei pleniluni a quello delle gemme: fu proprio dalla storia e dalle leggende che riguardavano le pietre preziose e semipreziose che le nacque il grande amore per il color ametista e tutta la gamma del colore viola e dintorni che ancora le perdura. Il color ametista ha accompagnato ogni idea, ogni pensiero, ogni scelta originale della sua vita: erano anni tristi quelli nei quali si diceva, specialmente nel mondo dello spettacolo, che il colore viola non portasse bene." in: M. Gabry Conti Balestra, Apeiron Breve, Editore online Lulù.com, 2012, pag. 68-69.

sabato 15 ottobre 2016

Step 4 - Ametista: Il colore di miti passati e presenti


A partire dalla mitologia classica greco – romana, potremmo dire fino ai giorni nostri, l’ ametista, intesa come accezione cromatica della pietra, è protagonista di numerosi racconti e leggende.

Il primo di questi, di origine greca, è il Mito della Ninfa Ametista.


Caravaggio, Bacco, Galleria degli Uffizi, Firenze, 1596-1597
Il mito narra che Dioniso, in preda ai fumi del vino, fosse stato insultato da un mortale. Il Dio si volle vendicare e generò delle feroci tigri, che sarebbero state pronte ad attaccare chiunque avessero incontrato sul loro cammino. Fu il caso, però, a volere che Dioniso e le sue feroci tigri si imbattessero nella bella Ninfa Ametista, che si stava recando a portare omaggi al tempio di Artemide. La fanciulla, alla loro vista, si spaventò terribilmente, e fuggendo pregò Artemide di proteggerla. La Dea udì la preghiera e trasformò la ninfa in una statua di cristalli purissimi.
Solo una volta rinsanvito Dioniso si rese conto del sacrificio della ninfa e pianse lacrime di vino che tinsero i cristalli. Fu così che decise di dare ai cristalli di Ametista il potere di proteggere dagli effetti dell’alcool.

Il mito greco viene ovviamente ripreso nella mitologia romana, con il Mito di Bacco.

Bacco ubriaco stava inseguendo la ninfa Ametista con lo scopo di possederla, ma la fanciulla pregò Diana, alla quale aveva consacrato la sua castità, affinché la proteggesse. La Dea trasformò Ametista in una statua di purissimo quarzo bianco.
Bacco, irritato dall’accaduto, prese la sua coppa di vino e la scagliò sulla statua, dando ai cristalli il colore viola, e conferendo loro il potere di proteggere dai fumi del vino.

Immagine da pinterest
Le proprietà “benefiche” dell’ametista contro l’ubriachezza venivano confermate da una particolare etichetta comportamentale romana, che imponeva ai commensali di bere il vino in coppe di cristallo ogni qualvolta l’ospite accostasse la sua coppa alle labbra. Egli, però, si limitava a bere acqua pura in un calice di ametista, i cui riflessi viola sembravano colorare l’acqua dandole l’apparenza del vino. L’ospite poteva in questo modo rimanere signorilmente sobrio.


Sempre in epoca romana, l’ametista inizia ad essere considerata non soltanto una pietra preziosa per fuggire gli effetti del vino, ma, come sostiene per la prima volta Plinio il Vecchio nella Naturalis Historia (23 – 79 d.C) , anche una pietra propizia, legata, in un certo senso, al potere (concetto che si svilupperà in modo completo solo molto più tardi, in epoca medioevale).

Immagine da ilsognocolorrubino
Plinio sosteneva che se il nome della luna o quello del sole fossero stati incisi su un’ametista appesa al collo di un babbuino, questa si sarebbe trasformata in un amuleto contro la stregoneria, e sarebbe diventata un talismano per coloro che avessero desiderato presentare suppliche ai principi.

In epoca medievale l’ametista assume poi un significato prettamente legato alla sfera del potere, ed affina le sue caratteristiche di pietra spirituale.


Poiché si riteneva che l’ametista favorisse il celibato, rifacendosi chiaramente al mito romano della Ninfa Ametista che aveva consacrato a Diana la sua castità, diventò una pietra utilizzata dal clero, ed in particolare la pietra simbolo del potere papale.
Inoltre, era una delle più amate pietre spirituali. Il suo compito era quello di risvegliare la consapevolezza interiore in previsione di una realtà che andasse oltre alla materia.
Si pensava che fosse uno strumento di purificazione della mente e che aiutasse la comprensione del mondo.

Su questa linea si colloca anche un pensiero di Leonardo da Vinci(1452 – 1519).

Secondo Leonardo da Vinci l’ ametista poteva allontanare i pensieri negativi e stimolare l'intelligenza.

Intorno al ‘700 abbiamo altre notizie che legano l’ametista al potere, in particolare alla Regina Carlotta di Meclemburgo – Strelitz.

La Regina sposò il Re Giorgio III del Regno Unito nel 1761 ed è a tutt’ora la seconda consorte che rimase più a lungo al potere, si dice per lo straordinario effetto della sua collana di ametiste.

Ancora oggi troviamo l’ametista impiegata nel campo della cristalloterapia, e come pietra spirituale nel campo della disciplina del Reiki.
Eppure anche oggi la sua origine mitica non la abbandona, si dice infatti che la pietra trovi maggiori affinità e giovi con maggiori benefici chi ama uno stile di vita sobrio, tranquillo ed equilibrato.